domenica 16 febbraio 2014

Il pittore degli angeli: Angelo Mozzillo

L'Addolorata ai piedi della Croce (particolare), 1770 circa, prima cappella sinistra in S. Maria d'Ajello, Afragola.

Aggiornamento dell'8 ottobre 2017. 
La presenta Nota riprende in gran parte l’ articolo da me pubblicato nel febbraio 2014 e ripreso in Rete da varie testate giornalistiche, come si evince da una comparazione veloce dei testi. Ho dunque apportato modifiche sia per differenziare il testo dalle sue copie in altri siti – paradossalmente, il lettore troverà l’articolo originale scopiazzato in quei siti e non qui dove è stato pubblicato per la prima volta - sia in seguito alle scoperte avvenuto nel corso della mia ricerca sulle opere del Maestro per la realizzazione di un Catalogo delle opere, impresa editoriale mai tentata prima.

Pochi afragolesi sono così conosciuti fuori da Afragola e quasi del tutto ignorati in Afragola quanto il pittore Angelo Mozzillo.
La storia di questo artista può essere purtroppo da esempio della scarsa attenzione che Afragola ha avuto per i suoi veri notabili. Benché gli siano state dedicate una scuola media e una via nel centro storico, la maggior parte dei suoi concittadini, come ho potuto constatare di persona, ignora chi sia e fin dove sia arrivato a dipingere Mozzillo. Questo anche e soprattutto a causa della mancanza di un vero e proprio studio scientifico della sua vita e delle sue opere.

Angelo Mozzillo nacque il 24 ottobre 1736 nel distretto della parrocchia di Santa Maria d'Ajello da Crescenzo Mozzillo e Maria Abate, e il battesimo avvenne nello stesso giorno, avendo per madrina Maria Tuccillo (LINK).
Sembra concorde presso gli storici che abbia trascorso un periodo di apprendistato presso la bottega di Giuseppe Bonito, pittore stabiese che lavorò alla corte dei Borboni. Subito dopo, Mozzillo iniziò a produrre in autonomia, e proprio a partire dalla sua città natale. Ad Afragola, ci sono ancora due tele: “L'Addolorata ai piedi della Croce” in Santa Maria d'Ajello e “San Giorgio che abbatte il Tempio di Apollo” in San Giorgio Martire, oltre alla famosa edicola della “Madonna delle Graziecon la parte superiore ancora in buono stato di conservazione, in via Domenico Morelli. Negli anni Settanta del '700, Mozzillo si trasferì a Nola. Il 16 luglio 1766 sposò a Lauro di Nola Francesca Fiorino e da allora visse stabilmente nel nolano. Ed è proprio questo il motivo per cui, mentre Nola abbonda di documentazione e opere del maestro, Afragola ha persino perso la memoria di lui. A Nola fece parte della Confraternita degli Artisti.
Il nostro fu chiamato a dipingere soprattutto affreschi in varie zone della Campania, man mano che la sua fama si ingrandiva. Tra le città dove operò, con committenze ecclesiastiche ma non solo, ci furono: Napoli , Nola, Caivano, Acerra, Casoria, Cimitile, San Vitaliano, San Paolo Belsito, Palma Campania, Cicciano, Pago Vallo del Lauro, Castellammare di Stabia, Sparanise, Rocchetta e Croce, Calvi Risorta, Cerreto Sannita, Santa Maria a Vico, Marigliano, Ottaviano, San Giuseppe Vesuviano, Polla, Gragnano, Agerola, Massalubrense, dove il suo “San Pietro” per la chiesa di Monticchio, del 1807, è l'ultima sua opera arrivataci (vedi NOTA 2 alla fine dell'articolo).
Il suo nome resta famoso nell'antica capitale per il ciclo di “Storie” della “Gerusalemme Liberata”, dipinto nell'ex educandato di Sant'Eligio in piazza Mercato (attualmente non visitabile) e per la “Gloria” dipinta sul soffitto della Chiesa del San Salvatore nell'Eremo dei Camaldoli, datata e firmata al 1802.
Dall' “Elogio funebre” che lo scenografo napoletano Mariano Farina dedica al pirotecnico veneziano Pietro Monti, morto nel maggio 1810 (e segnato come Ms XIX,15, cartella 19 nella Biblioteca Nazionale di Napoli), ricaviamo che Mozzillo, amico comune di entrambi, “morì pochi giorni prima di Pietro Monti e tal perdita fu compianta da tutti gli amatori delle belle arti”. Quindi il pittore afragolese morì verso l'inizio di maggio del 1810
 Tutta la sua produzione, apprezzata per la sua velocità d'esecuzione, fu incentrata sulle rappresentazioni sacre e sulla ripetizione di motivi e di soggetti quasi identici fra di loro, al punto da sospettare l'utilizzo di “cartoni” (immagini standard di angeli, santi, madonne che venivano usati a ogni nuovo quadro cambiando solo colore e abito). 
Particolare la storia dell’affresco di San Vincenzo Ferrer, posto nell’androne di un palazzo privato in via Plebiscito di Afragola: in una guida ai monumenti della città del 1993, si fa riferimento a quest'opera dicendo che è accompagnata, nella seconda parte dell'androne, da un'altra dedicata a San Michele, sempre di mano del nostro pittore. Intervistando però gli abitanti del palazzo, ho saputo che il San Michele fu rimosso o imbiancato con lavori immediatamente successivi al terremoto del 1980. Quindi gli autori del 1993, molto noti in quanto appartenenti all'elitè culturale della città, non si erano neppure degnati di andare a visionare di persona quello che scrivevano, e avevano dato per esistente un affresco scomparso 13 anni prima!
Si sa che a Nola fondò una sua bottega, ma si ignora se altri allievi abbiano avuto successo al pari del maestro. Una tradizione nolana afferma che lasciò una figlia che riprese i metodi del padre, e che fungeva da restauratrice delle opere paterne. L'incendio del Duomo di Nola, avvenuto all'indomani della conquista della città nel 1860, distrusse opere anche di questa presunta figlia del Mozzillo, di cui resterebbe una tela conservata nella chiesa di San Francesco a Nola, che non mi è stato possibile visitare.
Con ciò chiudo questa breve e rinnovata Nota biografica, in attesa di ricostruire una vera e propria biografia del maestro contestualmente al catalogo delle sue opere (vedi Note in fine articolo).

San Vincenzo Ferrer, nell'androne di palazzo Baccina
in via Plebiscito ad Afragola



Madonna addolorata con angeli,
Santa Maria a Vico (CE)


Affresco della volta del piano nobile del Castello Mediceo a Ottaviano
(per gentile concessione del sign. Antonio Laurenza)

Apoteosi di San Romualdo
Eremo dei Camaldoli di Nola, 1792

Chiesa del Ss, Salvatore, Eremo dei
Camaldoli di Napoli, 1792

 Presentazione al Tempio, chiesa dell'Immacolata, Nola, 1779

Note al testo.

1. Il ritrovamento dell’atto di battesimo presso la chiesa matrice di Afragola spazza via definitivamente l’ipotesi circolata in anni recenti circa un’origine del maestro in Orta di Atella, pur essendo i Mozzillo oriundi dell’area atellana.

2. L’elenco completo delle opere del maestro sarà pubblicato in appendice al Catalogo in corso di realizzazione da parte del gruppo di ricerca di Vetus et Novus.

3. La notizia della morte di Mozzillo nel 1810 è riportata anche ne “Il caso Afragola”, edito da Borè nel 2014: leggi il LINK.

3 commenti:

  1. Davvero interessante la vita di questo pittore, e molto belle le sue opere. Speriamo vengano preservate al più presto, e non lasciate nel dimenticatoio.

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  2. bravissimo dott. Corcione, complimenti!

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  3. Ogni volta leggo con piacere i suoi articoli, sempre ben documentati.
    Inoltre li ritengo utili per la crescita di un sentimento di appartenenza alla comunità Afragolese.
    La prego.... continui

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